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Otavalo-Popayán, 07.12.2005 |
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Alle 6:30 con la colazione nel sacchetto e lo zaino in spalla lascio l'Hostal Valle del Amanecer per dirigermi sulla Panamericana dove salgo sul primo autobus diretto a Tulcán (USD2.50). Dal Terminal prendo un bus urbano (USD0.20) che mi lascia a Parque Ayora. Qui cambio i dollari in Pesos colombiani, per USD 10 ricevo $ 22'000. Dopodiché proseguo per la frontiera in Taxi-Colectivo (USD0.85). Mi ci vuole una mezz'oretta per compiere le formalità doganali da entrambe le parti del Rumichaca. Verso le 10:30 mi dirigo con un altro Taxi-Colectivo ($1'200) al Terminal de Ipiales. Tra le varie compagnie di trasporto che offrono il servizio per Popayán, scelgo la Cootranar Ltda che mi vende il passaggio a $ 20'000…
Per finire da Ipiales a Popayán (350Km) ci si mette quasi 9 ore! E questo soltanto a causa di quel brutto viziaccio a fermarsi ovunque per chiunque. Comunque dopo aver visto i mezzi delle altre compagnie lungo il tragitto, consiglierei di prendere la Bolivariana. Gli autobus sono più grandi, offrendo maggior spazio e confort. Finalmente arriviamo a Popayán, sono le 19:45. La città è in festa (Fiesta de La Virgen) e le strade sono illuminate da migliaia di candeline. Sembra che più tardi ci sia una lunga processione che sfila per le vie della città e siccome faranno Mucha Fiesta, il giorno dopo è come una domenica.
A lungo faccio sù e giù per le strade in cerca di una sistemazione e per finire seguo il consiglio dell'amica israeliana e mi dirigo in taxi ($3'000) alla Casa Familiar Turistica dove un letto nel dormitorio costa $ 10'000. Qui faccio conoscenza con un tipo inglese di nome Peter che è in viaggio da 22 mesi!!! Dopo la doccia esco per mangiare un boccone e fare qualche foto degli adorni natalizi della città. Il boccone è una pizza da Donatello Pizza. Buona anche se un po' caruccia ($9'500). Ho scoperto che qui a Popayán le strade sono suddivise in Calles e Carreras che vengono abbreviate rispettivamente Cll e Kra. Questo rende la città un poco anonima, trovo sia peccato seguire l'esempio statunitense.
Ecco la mia prima impressione sulla Colombia: • il paesaggio è stupendo. Montagne e colline ricoperti di prati verdi, rigogliose piante, fitti boschi di conifere e pascoli con mandrie, il tutto colorato da chiazze di terra rossa sparse qua e là. • dal finestrino dell'autobus ho potuto vedere delle belle case, anche piuttosto moderne. Nessuna con mattonelle di fango, per intenderci. • purtroppo anche qui la gente ha l'abitudine di buttar rifiuti dal finestrino, la cosa m'innervosiva alquanto! • dev'essere la stagione del mango perché ne vendono a carrellate un po' ovunque. • il paese è più aperto al commercio esterno, nel senso che si possono trovare molti prodotti internazionali. • come in Ecuador, anche qui si trova gente di colore e naturalmente moltissimi mulatti. • girano un sacco di vecchi Trucks americani, diversi dei quali addobbati come alberi di Natale. • l'accoglienza per ora è ambigua: da un lato ho avuto a che fare con qualche antipatico, soprattutto alla réception degli alberghi, d'altro canto ho incontrato persone davvero cordiali e disponibili… • alle stazioni di benzina della Texaco e Shell (Ecuador) si sono aggiunte quelle della Esso e Mobil. {moscomment} |
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Last Updated ( Wednesday, 14 December 2005 )
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