|
Online |
|
We have 74 guests online |
|
|
|
Al mio risveglio il cielo si presenta limpido e quasi privo di nubi. Il panorama dall'alto della Casa de François è uno spettacolo. All'orizzonte però vedo estesi banchi nuvolosi, spero tanto che siano soltanto residui. In cucina c'è Miriam che dice d'aver contattato Luiz (Jerry Lewis) che purtroppo non ha altri turisti e con uno solo preferisce non partire, a meno che non sia disposto a pagare un prezzo maggiorato. Quindi mi posso scordare il Tour in Jeep. Meglio ripiegare su qualcosa che posso fare da solo, come la visita al Parque Arqueológico e, perché no, una bella camminata nei dintorni di San Agustín…
Carlos, una guida turistica che viene a farci visita a Casa de François dice di conoscere un amico che sarebbe disposto ad accompagnarmi per la camminata pomeridiana, visto che andarci per i cavoli miei è un po' rischioso… Così ci diamo appuntamento per pranzo, dopodiché salgo sul Colectivo ($600) che mi porta fino al Parque Arqueológico (Entrata $6'000) che è uno dei siti archeologici più importanti del paese. Questo parco non è altro che un vasto sito collinoso, caratterizzato da fitta selva con piccole zone aperte e pianeggianti, chiamate Las Mesitas, dove la cultura precolombina ha lasciato una gran quantità di tombe, templi funerari ed un sacco di favolose statue in sasso. Un ampio sentiero conduce alle varie Mesitas, descritte più o meno bene da pannelli illustrativi.
Più giù, nella valletta dove scorre un ruscello, ammiro la Fuente Ceremonial del Lavapatas. Davvero geniali questi canaletti serpeggianti scolpiti nella dura roccia che portano a graziose cascatelle e minuscole vasche. Peccato soltanto che ora le acque del fiumiciattolo siano deviate per salvaguardare le numerose incisioni che adornano la fontana. Salgo poi al Mirador de Alto de Lavapatas che offre una stupenda vista sulla valle di San Agustín. Nel frattempo il cielo si è ricoperto di fitte nubi che non lasciano presagire nulla di buono. Affretto un po' il passo per finire il giro del parco prima del diluvio. La Mesita B, l'ultima che visito, è decisamente quella più ricca e grande. Il Parque comprende anche un piccolo museo ed il Bosque de las Estatuas. Qui, in un altro percorso nella foresta, si trovano una trentina di statue dalla forma e significato molto diversi. Un'esposizione a cielo aperto… È comunque l'unico posto nel parco dove le statue non si trovano In-Situ. Proprio durante questo giro, vengo sorpreso da un bell'acquazzone che dura una ventina di minuti nei quali cerco riparo sotto piante con fitte foglie. Verso mezzogiorno sono nuovamente a San Agustín, più precisamente al Restaurante Brama dove trovo Carlos ad aspettarmi. Ho tempo per un Almuerzo ($3'000), dopodiché mi porta dal suo amico Albán che m'accompagna ($15'000) per una camminata nei dintorni. A noi piace camminare, mentre la maggior parte dei turisti opta per il giro a cavallo.
Dapprima andiamo a passo spedito verso La Pelota che si trova a 5 Km circa da San Agustín. Vi si trova la statua dell'aquila con il serpente e quella di un guerriero o guardiano. Un po' più in là c'è El Purutal, un monticello adibito a tempio o luogo di sacrifici, caratterizzato in particolare da due statue colorate: bianco, giallo, rosso e nero. Albán mi mostra le piante dalle quali gli Indios presero i colori per le statue, le uniche colorate finora scoperte. Si è rimesso a piovere. Accidenti, non poteva aspettare il mio rientro? Attraverso scorciatoie con passaggi fangosi e ripidi e scivolosi sentieri, arriviamo a La Chaquira. Si tratta di una balconata sulla profonda valle del Rio Magdalena con grandi blocchi di sasso scuro nei quali furono scolpite statue ed incisi diversi disegni di divinità. Risalendo la costa e passando ancora da un'altra scorciatoia paltosa, arriviamo a El Tablón dove si trovano altre cinque sculture divine. La più importante è la statua del Dios de La Luna. Qui vicino c'è un piccolo museo etnologico che visito per $ 2'000, inclusa la guida, proprietario del posto.
Sono le 16:30 quando finiamo con i siti d'interesse e ritorniamo, sempre sotto la pioggia, a San Agustín. Albán mi racconta che per sopravvivere, oltre a raccogliere caffè e portare in giro turisti, fa anche il Guaquero. I Guaqueros sono quelli che vanno alla ricerca di antichità, soprattutto di notte perché totalmente illegale, per vendere gli oggetti trovati al mercato nero. Dice d'aver già scovato diverse statuette, vasellame e pietre scolpite, alcune anche piuttosto grandi. Non sono in molti che praticano quest'attività, secondo lui, ma c'è chi vorrebbe ancora imparare questo "mestiere". Albán mi mostra la tecnica con la quale tasta il terreno sottostante per capire se si tratta di una tomba oppure di un "Depiste". Naturalmente vorrebbe vendermi qualche antico oggetto o semplicemente una replica, ma gli faccio capire subito che proprio non m'interessa…{moscomment} |
|
Last Updated ( Wednesday, 14 December 2005 )
|
|
|
|