Sento le gocce d'acqua picchiettare sul tetto in lamiera della piccola stanzetta del Hotel Los Lagos. È presto, la sveglia non si è ancora messa a suonare. Ne approfitto per continuare a sonnecchiare un po', questo ticchettio è come una ninna nanna. Alle 6:30 sono già tutti svegli a giudicare dai rumori provenienti dal cortile. Julieta, la proprietaria del Hotel, ci prepara la colazione: uova strapazzate con pomodori e cipolle, sottili fette di patate arrostite, pane e caffè. Prima di partire per la mia escursione per le varie tombe, saluto Stefan e Maria Alejandra che lasciano San Andrés in mattinata. Stefan raggiungerà San Agustín con il suo African Twin 750 mentre Maria Alejandra ritorna a casa sua a Bogotá…
Nel frattempo è smesso di piovere. Faccio ancora un check-up alla Nikon D70 ma purtroppo il problema non sembra essersi risolto durante la notte. Sembra che il programma sia impazzito e non voglia passare lo Start-Up. Una volta ogni tanto sembra essere pronta per scattare ma il calcolo dell'esposizione è completamente sballato. Inoltre premere sul pulsante di scatto non ha alcun effetto… Proprio non capisco cosa sia successo! Vabbe', la prendo su giusto nel caso in cui per miracolo si rianimi. La speranza è l'ultima a morire! Passando dalla graziosa chiesetta bianca con il tetto in paglia, arrivo al Restaurante La Portada, l'unico che conosca. Sulla sinistra parte un sentiero che conduce in un quarto d'ora di cammino in salita a El Alto de San Andrés. Veramente ci sono già stato ieri sera ma le tombe erano chiuse. Essendo un itinerario quasi obbligatorio per proseguire a El Aguacate, ne approfitto per darci un'occhiata. Non mi viene chiesto alcun biglietto cosicché visito le 4-5 tombe con la mia torcia da quattro soldi. Sono le 9:00 quando continuo la scarpinata fino a raggiungere la cresta della montagna per ridiscendere dall'altra parte, attraversare il ruscello e risalire nuovamente dall'altro versante. In un'ora circa raggiungo la cima dove lungo il filo della cresta è disseminato di tombe che non sono altro che piccole caverne scavate nel terreno. Sono tutte quante piuttosto piccole e per molte il terreno sovrastante ha ceduto. La vista da quassù è splendida! Proprio un bel peccato che la macchina fotografica sia fuori uso! La camminata continua lungo il filo della cresta dove osservo il volo degli uccelli rapaci fare su e giù approfittando della leggera termica e penso a quanto sarebbe bello aver qui lo Yeti (parapendio da montagna ultraleggero). Proprio sopra al Museo Arqueológico, il sentiero lascia la cresta per scendere il ripido pendio con stretti tornanti. Le nubi hanno lasciato ampi spazi ai raggi di sole che sembrano cuocere come un forno. In basso mi concedo una pausa all'ombra di una Tienda dove mi preparano un delizioso Jugo de Banano y Naranja ($1'500). L'entrata al Parque Arqueológico costa $ 6'000 e per gli studenti come me soltanto $ 3'000 ;-) Visito i due piccoli musei, quello archeologico e quello etnologico, entrambe arricchiti con pannelli informativi e cartelli descrittivi per quasi tutti gli oggetti. Poco più d'una mezz'ora è sufficiente, dopodiché mi avvio per la salita al sito di Segovia che raggiungo in 15 minuti di marcia. Questo è il posto che ospita una trentina di tombe fra le più grandi e soprattutto le più colorate. Il custode me ne mostra una decina, quelle più belle, dice. E meno male che qui sono quasi tutte illuminate elettricamente perché con la mia torcia avrei visto ben poco! Dopo la scorpacciata di antiche caverne al sito di Segovia, continuo l'escursione al vicino El Duende. Qui ci sono ancora altre quattro tombe, una delle quali a Doble Piso (a due piani). Ecco, ora non mi resta che rincasare per la strada sterrata che porta a San Andrés de Pisimbalá. Stradafacendo si potrebbe gettare un'occhiata a El Tablón dove si trovano tra le poche statue presenti a Tierradentro. Verso le 13:45 sono nuovamente al Hotel Los Lagos della famiglia Velasco-Rojas che ha preso la gerenza. Mi concedo un po' di relax ed approfitto per scrivere i racconti che ho in arretrato. Ah, ho pagato il conto a Yamile ($26'000) visto che domani mattina ho intenzione di partire molto presto! Marena, la bambinetta di 6 anni, mi svela che suo padre compie gli anni proprio oggi! Auguri, Luis Germán!!! La simpatica famigliola è composta da Germán e Yamile con i figli Marena e Darío (8anni). Ci sarebbe anche Julieta che però vive e studia a Popayán. Girano diversi animali nel piccolo giardinetto: pappagalli (di cui due piccoli ancora incapaci di volare), un uccello cantautore, galline ed un cane (Tigre).{moscomment} |