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Cienfuegos, 14.04.2007 PDF Print E-mail
Eravamo convinti che lontani da galli, cani e porci e con la fresca brezza di mare, saremmo riusciti a dormire come ghiri. Ma non avevamo previsto che quest'ultima può cessare nel bel mezzo della notte e che, di conseguenza, temperatura e umidità aumentano considerevolmente nella stanza. Di accendere l'aria condizionata, non se ne parla nemmeno visto che il rumore generato dall'apparecchio di fabbrica russa è insopportabile. Il ventilatore sul soffitto è l'unico compromesso accettabile ma purtroppo insoddisfacente per un sonno tranquillo. Ce n'è poi sempre una...

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Si prospetta un'altra giornata di sole. Soltanto la solita foschia, tipica del clima umido, impedisce un'ottima visibilità sulla sponda opposta della baia de Jagua. La colazione non si distingue tanto da quelle avute nelle altre Casas Particulares. A parte il fatto che la marmellata di Guayaba è stata sostituita con quella di Ciruela.

Come concordato, lasciamo un mucchietto di vestiti sporchi sul letto perché la donna delle pulizie ci faccia il bucato e lasciamo Villa Lagarto per una visita al centro. Questa volta però non ce la facciamo più a piedi. Con due CUC paghiamo il servizio di triciclo che ci lascia all'Avenida 46, a pochi passi dal Parque José Martí. Tutto si concentra qui attorno. Persino la famosa Avenida 54, una zona pedonale zeppa di botteghe, parte da qui. Sarà per via del crescente caldo, ma non troviamo un granché d'interessante, a parte qualche edificio ragguardevole e buffe file di persone all'entrata dei negozi. Cerchiamo una Cadeca (Casa De Cambio), tentativo che cadrà poi senza successo. Un pochino delusi, ma forse sempre anche a causa della "mucha calor", ci avviamo verso casa fermandoci a mangiare un boccone lungo il Malecón, a El Rápido (catena di fast-food).

Quando arriviamo a Villa Lagarto siamo talmente cotti che, dopo la piacevole doccia rinfrescante, ci buttiamo giù un attimo. Verso le 15:00 decidiamo di fare un salto a Playa Rancho Luna che si trova a 18 km dalla città. Questa spiaggia si situa sul mare e non sulla baia de Jagua. Si è alzato un forte vento che fa sbattere qua e là un po' tutto. Speriamo che lì non sia proprio così...

A Rancho Luna ci sono due spiagge: una pubblica e gremita di gente, e più in là quella privata dell'Hotel Rancho Luna. Essendo turisti abbiamo la possibilità d'infiltrarci nell'hotel e metterci comodi sulla più tranquilla spiaggia. Il vento è forte anche qui e non sembra voler cessare tanto in fretta, che noia! L'acqua è quasi tiepida e molto salata. Purtroppo il fondale è pieno di alghe che infastidiscono l'entrata a piedi in acque più profonde. Peccato, da un albergo di queste dimensioni (solo un 3 stelle) ci si poteva aspettare un po' più di cura...

Sulla via del ritorno ci fermiamo presso una piantagione di alberi di mango che in questo periodo giungono lentamente a maturità. È uno spettacolo vedere questi frutti penzolare all'estremità di lunghe "corde" come grosse ciliegie. D'un tratto si fa avanti un Campesino che vuole a tutti i costi regalarci dei manghi e ce ne scarica una dozzina nel baule dell'auto. Vuole farci sapere che, anche se povera, i cubani sono gente di cuore. Lo rincorro tra le piante per ringraziarlo ancora della sua generosità e gentilezza, consegnarli qualche CUC e stringergli la mano!

È un'altra ottima cena quella che Maylin ci serve. Nel passato di verdura c'è un po' di Mo-Azul (non so come si scrive), un formaggio sul genere Roquefort. Il piatto forte è un "pescado" (un pesce, non so quale), a dire il vero un po' troppo salato ma comunque buono, sempre con riso e patate. Poi macedonia di frutta e il solito flan al caramello accompagnato dal liquore di banana e caffè. Le due birre nazionali sono la Cristal, più leggera, e la Bucanero 5.2% che si trova anche in versione Max con il 6.4% d'alcol.

Niente uscita stasera. Nat è piuttosto stanca e si ritira in stanza, mentre io mi fermo di sotto a parlare con due turisti tedeschi su Cuba, Fidél ed i cubani...{moscomment}
Last Updated ( Tuesday, 15 May 2007 )
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