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Cienfuegos-Trinidad, 15.04.2007 |
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L'ultima notte nella Villa è trascorsa meglio della precedente, questa volta l'aria proveniente dal mare ha ventilato la stanza tutta la notte. Svegli di buon ora, ci rechiamo alla Cadeca per cambiare ancora qualche soldo che servono per pagare l'alloggio (CUC145). Fatti i bagagli e salutato Maylin prendiamo nuovamente la via che il giorno prima ci ha portato al Rancho Luna. La nostra meta è il giardino Botanico Soledad, un terreno di 90 ettari su cui crescono più di 2000 piante. Arrivati a destinazione, oltre al pagamento dell'entrata (CUC2.50 a testa), ci propongono una persona che ci guidi all'interno del parco. Iliana, persona molto cordiale, ci spiega le varie specie. Senza di lei, forse, il tutto sarebbe stato meno interessante...
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Molto imponenti sono le canne di bambù che raggiungono un'altezza impressionante. C'è anche una pianta di cacao su cui penzola ancora un solo frutto, ma sufficiente per rievocare la voglia di cioccolato svizzero. Il caldo si fa nuovamente sentire e benché stessimo passeggiando sentiamo le perle di sudore scendere lungo la schiena e sulla fronte. Alla fine del tour finalmente possiamo bere una bibita per rinfrescarci. Nat acquista dei semi di alcune piante che spera di riuscire a far crescere anche a Quartino... Riprendiamo la strada per Trinidad, il paesaggio circostante non è un granché. Sulla strada che costeggia il mare troviamo tanti granchi spiaccicati. Brutta sorte per questi crostacei che si dirigono dal mare nell'entroterra per un motivo che al momento non conosciamo. E' andata sicuramente meglio a noi rispetto alla coppia di germanici che percorrendo la strada costiera da Playa Larga a Playa Giron, se li sono trovati vivi sulla carreggiata causando la foratura dei quattro pneumatici! Che sfigati...
Dopo circa un'ora di viaggio raggiungiamo Trinidad. Cerchiamo subito la via che ci porta alla casa di Gustavo, ma veniamo fermati da un abitante che ci allerta che più avanti la strada non è più percorribile in auto. Chris coglie l'occasione per chiedergli se conosce la via che mi aveva segnato Xiomara di Viñales. L'uomo si offre subito di accompagnarci e in sella alla sua bici ci invita a seguirlo. Abituati alla cordialità dei cubani non ci sorprendiamo più di tanto per la sua disponbilità. Imbocchiamo una stradicciola e vicino ad una stazione di benzina ci fa cenno come se fossimo giunti a destinazione. La zona era per nulla invitante. Un tipo dalla faccia losca si avvicina e comincia a parlare, spacciandosi per il figlio di Gustavo. La casa è ahimè già tutta occupata, ma ci assicura che ne hanno un'altra altrettanto valida... Ci sembrava di essere in un déjà-vu: praticamente stava accadendo esattamente ciò per cui Xiomara ci aveva tanto raccomandato di stare in guardia. Altro che figlio di Gustavo, quello era un gran figlio di p... Un jinetero che voleva dirottarci su un'altra casa particular dove avrebbe incassato una commissione, naturalmente a carico nostro. Questi bastardi sono una vera rovina per il paese. A parte fregare il turista, sono rabbia, odio e tristezza i sentimenti dei cubani onesti e impotenti davanti a questo fenomeno in espansione! E la polizia? Qui a Trinidad sembra veramente che lascino fare. Forse per interessi personali??? Beh, a Viñales non era così. Lì infatti dei jineteros nemmeno l'ombra. Ma una volta c'erano eccome, secondo i racconti di Xiomara...{moscomment} |
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Last Updated ( Tuesday, 15 May 2007 )
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